La nostra soluzione per la telematica senza GPS
Monitoraggio del comportamento di guida senza violare la privacy del conducente
Dati di localizzazione? Non sono necessari.
Sottolineiamo spesso e con grande convinzione che la nostra soluzione non utilizza il GPS. Inoltre, non salviamo né condividiamo con terzi i dati relativi alla posizione. Tuttavia, talvolta l’app richiede l’autorizzazione per l’accesso ai dati di localizzazione. Come funziona esattamente?
Il concetto di «dati di localizzazione» va, dal punto di vista tecnico, ben oltre il semplice GPS. Uno smartphone può determinare la Sua posizione in molti modi diversi. Ad esempio, tramite il ripetitore GSM più vicino o la rete Wi-Fi a cui è connesso. Anche una connessione Bluetooth e, naturalmente, la Sua posizione GPS svolgono un ruolo importante. Ciascuno di questi metodi di localizzazione coinvolge un chip diverso nel telefono. Il chip GPS viene infatti attivato solo quando è necessario determinare la propria posizione con elevata precisione, avvalendosi dei satelliti GPS.
Il mancato utilizzo del GPS presenta due vantaggi enormi: non viene violata la privacy dei singoli conducenti e, allo stesso tempo, il consumo della batteria dello smartphone risulta notevolmente inferiore. I componenti GPS presenti in uno smartphone, infatti, consumano una quantità relativamente elevata di energia.
Due eccezioni in cui chiediamo il permesso di condividere i dati sulla posizione
Unica eccezione: l’accelerometro
Per determinare se si sta guidando o se si è fermi, utilizziamo l’accelerometro presente nel pod. Si tratta di un sensore sensibile, pertanto in alcuni casi questo metodo non funziona correttamente. Ad esempio, se il motore produce molte vibrazioni quando il veicolo è fermo. In tali casi, è possibile indicare nell’app che si desidera utilizzare la velocità rilevata dal GPS per determinare se si sta guidando. Se si attiva questa funzione, il sensore GPS rileva se si sta viaggiando a una velocità superiore a 10 km/h. Questa velocità non viene memorizzata da nessuna parte, così come la posizione in cui ci si trova. I dati GPS vengono utilizzati esclusivamente per determinare se si sta viaggiando o meno.
Eccezione n. 2: localizzazione in caso di incidente
SafeDriveResponse costituisce l’unica eccezione per la quale attiviamo esplicitamente il chip GPS del Suo telefono e condividiamo persino i Suoi dati di localizzazione. Ciò avviene esclusivamente subito dopo un incidente stradale. Se SafeDriveResponse rileva una collisione, inviamo un segnale di emergenza corredato delle coordinate GPS per fornirLe assistenza il più rapidamente possibile. La destinazione esatta di tale segnale di emergenza dipende dagli accordi stipulati in merito con il Suo datore di lavoro, la società di leasing o la compagnia assicurativa.
Infine, un’argomentazione di natura giuridica. Le rigorose norme europee in materia di privacy sono molto chiare su ciò che è consentito e ciò che non lo è riguardo ai dati dei clienti. In primo luogo, è necessario specificare con estrema precisione quali dati vengono raccolti e come vengono utilizzati. In secondo luogo, è necessario attenersi rigorosamente a quanto promesso al cliente. Nel nostro caso, ciò è descritto nell’informativa sulla privacy che potete leggere al primo utilizzo della nostra app. Se non rispettiamo i nostri impegni, commettiamo una violazione. È quindi nell’interesse sia vostro che nostro che i vostri dati vengano trattati in modo corretto.
Fino alla versione iOS 26.1, dovevamo avvalerci di una funzione integrata di Apple per avviare automaticamente l’app quando si iniziava a guidare. Questa funzione è denominata «significant change». In background, il telefono determina la vostra posizione approssimativa tramite i ripetitori GSM. Si tratta di una stima molto imprecisa, con un margine di errore fino a 500 metri. Se si cambia improvvisamente posizione in modo significativo, si verifica un «cambiamento significativo». Ciò fa sì che la nostra app si avvii automaticamente e che tutte le nostre funzioni tornino a funzionare quando si è alla guida. Utilizziamo questi dati di localizzazione esclusivamente per l’avvio dell’app e non ne salviamo alcuna traccia. Dal 26 gennaio ciò non è più necessario e pertanto non richiediamo più il consenso.
Poiché il Bluetooth costituisce indirettamente anche una forma di localizzazione, Android 11 e versioni precedenti richiedono l’autorizzazione alla condivisione dei dati di localizzazione. A partire da Android 12, viene richiesta direttamente l’autorizzazione per l’uso specifico del Bluetooth. Di conseguenza, non riceverà più alcuna richiesta relativa ai dati di localizzazione.